Umberto Nobile
Lauro (Avellino) 1885 - Roma 1978

Partito dalle Isole Svalbard sul dirigibile "Norge", da lui stesso disegnato, il 12 Maggio 1926 doppiò il Polo Nord insieme al norvegese Ronald Amundsen e all'americano Lincoln Ellsworth, che aveva finanziato la spedizione. Come generale dell'aeronautica e professore di ingegneria aeronautica a Napoli, iniziò, nel 1928, una serie di voli sopra le regioni inesplorate dell'Artico, con un dirigibile simile al Norge. Al terzo tentativo l'aeromobile si schiantò sul ghiaccio, causando la morte di diciassette persone. Una commissione d'inchiesta determinò le sue dimissioni. Dopo la Seconda Guerra mondiale, il giudizio della commissione fu sovvertito e Nobile venne riabilitato. Abbandonata la docenza, divenne deputato dell'Assemblea Costituente.



Italo Balbo
Quartesana (Ferrara) 1896 - Tobruk (Libia) 1940

Giornalista, laureato in scienze sociali, capitano degli Alpini (grado conseguito per meriti di guerra), due medaglie d'argento e una di bronzo nella Grande Guerra. Quadrunviro nella Marcia su Roma, a soli ventisette anni è nominato comandante generale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, due anni dopo sottosegretario all'economia nazionale. Nel 1926 diviene sottosegretario per l'aeronautica e da allora si dedica allo sviluppo dell'arma aerea. Protagonista dal 1928 al 1933 di spettacolari crociere aeree che lo rendono famoso e ammirato nel mondo, è nominato in quegli anni generale di squadra aerea, poi ministro dell'aeronautica, Maresciallo dell'Aria e viene insignito di medaglia d'oro. A pochi giorni dello scoppio della guerra è fra gli antitedeschi: era stato mandato a governare la Libia ma si precipitò in Italia per dissuadere Mussolini a non mettersi con Hitler per non diventare prima o dopo "il lustrastivale dei tedeschi". Viene abbattuto per errore dalla contraerea italiana mentre svolge un volo di ricognizione.




Hervé Villechaize
Parigi 1943 - North Hollywood 1993

Nonostante il padre medico lo avesse fatto visitare dai più grandi luminari europei non si trovò la cura per impedire l'arresto della sua crescita. Studiò belle arti e fu autore di buone opere. A ventun'anni si trasferì negli Stati Uniti dove continuò la carriera di pittore e fotografo. La produzione del telefilm che gli portò fama e denaro (Fantasilandia) lo licenziò per pagare di più Ricardo Montalban. La serie fallì in un anno ma anche Villechaize perse la modella sua moglie. Si tolse la vita a causa di una malattia incurabile che lo stava minando.

 

 

 

Cangrande Della Scala
Verona 1291 - Treviso 1329

Figlio di Alberto I, fu fatto vicario imperiale (1311) con il fratello maggiore Alboino, morto il quale rimase unico signore di Verona. Estese poi il suo dominio ad altre città della marca: Vicenza (1312), Feltre (1321), Belluno (1322), Padova (1327) e Treviso (1329). Fu guida dei ghibellini veneti fino alla rottura con l'imperatore Federico il Bello. Un alone di mistero aleggia sul suo improvviso decesso: si trattò di cause accidentali, oppure la morte fu provocata ad arte? Le sue spoglie sono deposte nel recinto cimiteriale noto come Arche Scaligere presso la chiesa di S. Maria Antica a Verona.

 

 

 



 

Goffredo Mameli
Genova 1827 - Roma 1849

Poeta e patriota italiano Mameli nasce a Genova il 5 settembre 1827 da un Ammiraglio della marina sarda e dalla marchesa Adelaide Zoagli Lomellini. Lasciata l'università si avvicina progressivamente al mazzinianesimo. Scrive il testo dell'inno d'Italia che Novaro, commosso nel leggerlo, freneticamente musica al clavicembalo. Nel gennaio 1849, Mameli, allora aiutante di campo di Garibaldi, viene ferito alla gamba sinistra durante un assalto alla baionetta. E' il suo stesso compagno, un bersagliere della legione Manara, a colpirlo involontariamente nel trambusto dell'attacco. Goffredo Mameli, a soli 22 anni, muore recitando versi in delirio.



L'eroe del mese

Marcello Lippi
Viareggio 1948

Sposato e con due figli, da giocatore viene ricordato soprattutto come un buon libero della Sampdoria. Allena l'Atalanta e il Napoli per poi passare alla Juventus dove vince tre scudetti una Champions League, una Supercoppa europea, l'Intercontinentale, una Coppa Italia e due Supercoppe italiane. Passa all'Inter poi torna alla Juventus, con la quale vince altri due scudetti. Diventa commissario tecnico della Nazionale Azzurra nel 2004. Due anni di intenso lavoro, in cui Lippi ha puntato a forgiare prima di tutto un gruppo coeso, hanno portato a un risultato straordinario e storico: ai mondiali di Germania 2006 la nazionale si laurea con grande merito Campione del mondo, per la quarta volta nella sua storia.




Il coglione del mese

Francesco Cossiga
Sassari 1928

Si laurea a venti anni e non passa un solo giorno della sua vita lavorando. Enfant prodige della Democrazia Cristiana del dopoguerra, ha ricoperto tutti gli incarichi di governo possibili, dal ministero dell'Interno, alla presidenza del Consiglio, fino alla presidenza della Repubblica. Poi gli parte la brocca e si mette a sparare cazzate per anni fino a produrre queste perle:

''La prego di voler accogliere le scuse e i sentimenti di vivo rincrescimento che come italiano, democratico e cattolico invio a Lei ed alla Nazione che Lei rappresenta, per le volgari offese, anche di carattere razzista, che il Signor Marco Materazzi, giocatore della Squadra Nazionale Italiana, ha ingiustamente rivolto al Signor Zinedine Zidane, giocatore della Squadra Nazionale Francese nell'incontro finale del Campionato del Mondo Francia-Italia, e che ne ha determinato una dura e giusta reazione da uomo d'onore, pur se sportivamente censurabile. Si è trattato di un atto che tragicamente disvela come nel popolo cui appartengo ancora profondi siano i tragici sentimenti razzisti seminati dal fascismo ed ora rinverditi dalla cultura popolare di estrema sinistra. Voglia gradire, Signor Presidente, i sensi della mia più alta considerazione"

''Abbiamo vinto il Campionato del mondo grazie all'insulto razzista ''sporco arabo'' lanciato da un cosiddetto eroe del Campionato mondiale all'indirizzo di un giocatore di razza araba che ha reagito certo in modo sportivamente censurabile ma da uomo d'onore''.